sabato 28 marzo 2015

Anita Auglend è diventata mamma

Qualcuno se li ricorda, i The Sins Of Thy Beloved? Dai, quella band norvegese che, a cavallo del 2000, ha sfornato due album gothic metal da manuale (fra l’altro molto belli, per l’epoca) per poi sparire nel nulla. Quella di cui faceva parte a tempo pieno Pete Johansen, il violinista che ha suonato sugli album di chiunque fino a una buona metà degli Anni Duemila. Quella che non ha stampato le lyrics sul booklet del primo album lasciando i fan a tentare di indovinare cosa caspita gorgogliassero tutti, specie i due growler. Insomma, quella che aveva sia la cantante che la tastierista donna e le faceva lesbicheggiare in qualsiasi foto promozionale per dare quel tocco saffo-vampirico.
Ecco, parlando proprio della cantante, Anita Auglend, si è decisamente lasciata alle spalle il periodo t.A.T.u. in salsa Ann Rice perché, a giudicare dalla foto profilo nuova di zecca, è appena diventata mamma!

La foto è in bianco e nero, quindi non si capisce se il batuffolo di gioia è infagottato in copertine rosa o azzurre, ma a giudicare da pizzi e merletti, parrebbe essere una bambina.
O forse il vestitino merlettato è un retaggio del passato da goticona della mamma? O magari la coppia lancia soltanto un gran dito medio agli stereotipi di genere? Beh, che sia un bambino o una bambina, noi vi facciamo tanti, tanti, tanti auguri di cuore, Anita & compagno!

giovedì 26 marzo 2015

#ThrowbackThursday: Amy Lee ammette pubblicamente l'esistenza di Listen To The Rain

Ragazzi, iniziamo a fare scorta di cibo in scatola perché, dopo la menzione di Origin su RollingStone, questo è senza dubbio un altro segno dell’apocalisse in arrivo. La notizia è un throwback di almeno tre anni – risale ai tentativi di promuovere quella ciofeca di Evanescence (album) – ma merita comunque una menzione data la sua portata. Dopo anni e anni e anni passati a far finta che nulla di quanto gli Evanescence hanno registrato prima di Fallen sia mai esistito, la nostra Pescy ha ammesso pubblicamente l’esistenza di Listen To The Rain. Su Mtv, nientemeno, durante un programma dedicato a com’erano alcune “star” ai tempi del liceo. Qui il video, la rivelazione è a 2:52.


È vero, non fa menzione del fatto che all’epoca lei e Ben Moody passavano tutto il tempo a smazzarsi per scrivere musica per gli Evanescence, o che la canzone è stata in seguito registrata per l’album pardon, “il demo travestito da album” pardon, “quello prima di Fallen”, Origin, salvo poi essere scartata e spuntare fuori nel big leak del 2004. La fa sembrare più una cosa estemporanea che è morta lì, ma almeno ha riconosciuto la sua esistenza. Se vi siete chiesti il perché del clima impazzito a livello planetario negli ultimi anni, finalmente avete una risposta: altro che effetto serra.

martedì 24 marzo 2015

Il curioso caso della linea di vestiti metal di H&M

H&M, croce e delizia di tutti noi squattrinati che crescendo abbiamo abbandonato il look da full-ferramenta e diluito il borchiame in mezzo a vestiti meno appariscenti. Da qualche anno a questa parte, anche scavando a fondo negli scaffali è diventato quasi impossibile trovare qualcosa di indossabile da quelle parti. Ma ammettiamolo: quando in mezzo alle camicie di flanella da hipster e felponi West Coast spuntano fuori magliette con i teschi o gli inserti in similpelle, è sempre una festa perché, finalmente, troviamo qualcosa a buon prezzo da integrare nel nostro stile metal-chic. Giusto?
Beh, non tutti la pensano così: c’è anche qualcuno che, superati i venticinque, ancora crocifiggerebbe l’industria della moda a testa in giù perché scava a piene mani nella sua adorata sottocultura e lo fa sentire un po’ meno unico divulgando borchie e nero al pubblico mainstream ignorante. Voglio dire, come osano dare quel bel look che ci faceva sentire tanto unici dietro i banchi del liceo in pasto a tutti quei poser che non sanno distinguere un growl dal rumore del lavandino otturato in cucina?

Sembra un po’ essere questa la ragione dietro gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto la catena di abbigliamento svedese, ma ammetto che l’intera faccenda è così confusa che faccio fatica a seguirne il filo logico (tant’è che ho tipo otto schede aperte sul browser, fra cui anche il catalogo primaverile di H&M). Per cui, tentiamo di andare per ordine.
Per questa primavera H&M ha lanciato una linea simil-metal che include magliette con teschiame e crociame vario, jeans e giacche con toppe di presunte band metal tipo quelle che ci attaccavamo sullo zaino col ferro da stiro. Il che già di per sé fa notizia, perché un paio di quelle magliette le comprerei volentieri mentre erano almeno due anni e mezzo che, ogni volta che entravo da H&M, mi veniva da correre a rifugiarmi da Zara e dondolarmi in preda al male di vivere nell’angolo di qualche camerino. Fin qui nulla di strano: le band i cui loghi sono finiti sui capi sono fittizie, probabilmente per non pestare i piedi a nessuno, non infrangere copyright e non fare la fine delle chiese di legno norvegesi.
Improvvisamente, appare una label selvatica chiamata Strong Scene Productions, che annuncia di lavorare in supporto della linea di vestiti di H&M, che avrebbe usato loghi di band storiche e influenti di svariati decenni fa ma che, apparentemente, la scena metal aveva dimenticato. Abbiamo addirittura un video su YouTube che presenta snippet di brani prodotti dalle band in questione.


Ovviamente, non solo nessuno, nemmeno i più kvult, aveva mai sentito parlare di queste band, ma qualsiasi profilo online a loro associato sembra essere apparso nelle ultime settimane. Condite il tutto con riferimenti e immagini neo-naziste, e boom, l’internet è pronto a esplodere, con i metallari che mitragliano borchie a tutto spiano contro H&M, reo di aver inventato band fasulle per sfruttare il buon nome del \m/ Metal \m/ per vendere i suoi vestiti mainstream, e il mondo della moda sotto shock perché H&M sta facendo una campagna virale a tema satanico/neo-nazista. A questo punto, qual è la verità? La campagna è stata commissionata da H&M per sfruttare la controversia e spingere le vendite? Sono davvero caduti così in basso? O forse e tutto un gombloddo di Zara per dare il colpo di grazia al rivale?

Plot twist: era tutto uno scherzone! Uno organizzato da Henri Sorvali, il chitarrista dei Finntroll (un nome, un programma), assieme ai suoi amici perché, come abbiamo detto in apertura, il metal non si tocca! Prima escono fuori post della Strong Scene Productions che si contraddicono fra di loro, poi ammettono che non sono affiliati a H&M e si tratta solo di un “art project”, e alla fine lui stesso ammette tutto a Noisey:
N: Okay, seriamente, Henri – qualcuna delle band della Strong Scene Productions esiste veramente?
H: No. Ognuna di queste band è stata creata sulla base delle toppe nella collezione primaverile di H&M.
N: È una vendetta contro la mercificazione del metal da parte dei negozi di vestiti?
H: In parte, sì. Ma volevamo anche sottolineare che non si può commercializzare una sottocultura senza conoscerne veramente i diversi aspetti. Conoscere i tuoi prodotti è essenziale nel marketing, e Strong Scene sostiene la conoscenza e l’istruzione per tutti sull’argomento. E no, non sono stato prezzolato dalla H&M, è l’idea più assurda che gira.
N: Tutto ciò sembra un grosso sforzo solo per trollare H&M. Quindi la vera domanda è, perché tutta questa sbatta?
H: Lo scopo del gruppo (che consiste letteralmente in decine di persone da diverse aree della musica e dei media scandinavi) era di creare una discussione sul fatto che la cultura metal è più che solo loghi “fighi” su vestiti alla moda, e ha molti più aspetti estetici e ideologici nei suoi vari sottogeneri di quanto alcune multinazionali cercano di esprimere. La scena metal è varia, controversa e una specie di lupo che non si può mettere al guinzaglio aspettandosi che si comporti come un cane. Strong Scene, come gruppo, non ha assolutamente alcuna intenzione politica né ideologica, cerca solo di portare la conversazione al livello a cui dovrebbe essere discussa. Pensateci come gli “Yes Men” del metal.
Davvero, Henri? Il livello a cui si dovrebbe discutere il metal sarebbe questo? Una versione un po’ più in grande di tutte le discussioni che abbiamo avuto da ragazzini quando al liceo vedevamo qualcuno con la maglietta di una band che non ascoltava? Perché non prendiamoci in giro, è a questo che siamo scesi.

Mi spiace, ma questo giro mi schiero con H&M. A 36 anni suonati, uno dovrebbe aver superato da almeno un paio di decenni la logica per la quale vestirsi da metallaro ti rende il più figo della scuola e chiunque tenti di rubarti il tuo look così dannatamente edgy è solo un poser.
Il tentativo di far passare la faccenda per una questione ideologica e di principio mi fa sorridere con condiscendenza: se H&M avesse sfruttato l’ideologia metal (ammesso che ce ne sia una) o la musica per pubblicizzare qualcosa che non c’entra niente, avrei anche potuto capire. Ma qui la faccenda riguarda semplicemente il look, e le parole di Sorvali mi sembrano più che altro una montagna di autogiustificazioni per uno scherzo che è fuggito di mano. Il fatto che si possa sentire la propria unicità minacciata quando uno stereotipo viene sfruttato la dice lunga su come la gente si identifichi negli stereotipi in questione e su quanto sciocche e inutili siano le sottoculture. Sono un ottimo modo per trovare la nostra strada da ragazzini, per imparare a non farci omologare troppo dalla società, ma alla lunga si tratta solo di omologarsi a un gruppo sociale diverso, tanto chiuso e pieno di pregiudizi quanto la società a cui si oppone. Quando si cresce, bisognerebbe davvero trovare la propria unicità e usarla per connettersi all’unicità degli altri, a prescindere da cosa noi o loro abbiamo addosso.
In sostanza, Henri Sorvali, complimenti: sei rimasto inchiodato alla fase dell’adolescente ribelle.

I Nightwish e l’Élan fan cover contest

Rimaniamo ancora in Casa Naituiss perché, signore e (dopo la Pavimenta) signori, sono ufficialmente aperti i casting per trovare la/il cantante che sostituirà la Pavimenta quando la Tuomassa la caccerà dalla band! Stavolta però con la massima discrezione, sotto forma di contest per la migliore fan cover di ClichÉlan. A partire dal 9 marzo scorso e fino al prossimo 10 aprile, possiamo tutti mettere le nostre cover su YouTube e linkarle alla NuclearBlast nella speranza di vederci annunciare come vincitori il 16 aprile. Certo, a patto di seguire poche e semplici linee guida, fra cui:
• Avere almeno diciott’anni.
• Spammare la cover su tutti i social media, finanche MySpace e Netlog, con l’hashtag #EndlessFormsMostBeautiful
• Mettere il link al video ufficiale nella descrizione, possibilmente minacciando tutti gli utenti che se non lo cliccano avranno sfiga finché i Naituiss non si scioglieranno, stile catena di Sant’Antonio.
• Divulgare tutti i tuoi dati sensibili alla NuclearBlast in modo che, anche se la Pavimenta se ne andasse senza preavviso, loro sappiano chi tu sia, dove venirti a cercare e quanti cecchini portarsi appresso. Già che ci sono, ti manderanno anche l’Interpol o l’FBI a casa per controllare che tu non abbia copie pirata di Endless Bold And The Beautiful da nessuna parte.
Comunque, direte voi, i premi devono pur valerla, la perquisizione rettale che la Tuomassa sogna da sempre a ogni aeroporto. Quali saranno mai?
• Il “grand prize” sarà una t-shirt con poster e cartolina autografata.
• I poracci si beccheranno solo la cartolina autografata.
E ok, i Naituiss sono contro i leak perché devi sborsare per ascoltare la loro musica, il che è giusto. Ma sono anche contro i giveaway? Nemmeno un CD in palio? Un biglietto per qualche concerto? Un meet & greet? Troppo sofisticata, come roba.
Comunque, l’idea del casting sotto forma di contest rimane geniale, perché se una cosa è certa è che dopo la Pavimenta faranno molta fatica a trovare qualcuna disposta a sostituirla all’interno della scena metal, a giudicare dalle risposte che le cantanti del Metal Female Voice Fest hanno dato all’epoca della cacciata di Lagnette e prima che la Pavimenta fosse ufficializzata.

La sorpresa dell'anno: i ReVamp sono in pausa

Nessuno l’avrebbe mai detto, vero? Fortuna che a chiarirlo ci ha pensato giusto ieri la Pavimenta durante un’intervista per MetalBlast che potete leggere qui. Dopo una serie di frasi prese direttamente dalla segreteria telefonica di Casa Naituiss – che i fan la sostengono, che chissene degli hater, che la registrazione dell’album è stata magnifica, che ha avuto la fortuna di cantare in tanti modi diversi, che le vecchie canzoni le fa a modo suo – l’ennesimo accenno all’Élangate (onestamente, fossi in loro eviterei di scavarci ancora di più, visto anche che non ci sono state reazioni per il leak dell’intero album) e perfino un riconoscimento dei commenti negativi, probabilmente perché a questo giro sono davvero troppi per far finta che non ci siano, arriva finalmente il domandone fatidico: che ne è dei ReVamp? Sono in pausa? Ecco la risposta della Pavimenta:
È inevitabile, e dal giorno in cui sono entrata nei Nightwish ciò ha avuto ripercussioni sui ReVamp. Ho trovato molto difficile fare entrambe le cose assieme.
Quando sono entrata nei Nightwish eravamo nel bel mezzo della fase di scrittura, avevamo appena pianificato di entrare in studio e abbiamo dovuto posticipare la pubblicazione. In mezzo ai tour, ho registrato un album, ho fatto la promozione, e quando poi ho ripreso i tour con i Nightwish ero in tour anche con i ReVamp, il che era davvero tanto. Non è qualcosa che voglio fare, non per altro per via della mia salute mentale e fisica, e perché sento che entrambe le band abbiano bisogno del 100% della mia devozione e tempo e fare le due cose allo stesso tempo semplicemente non mi è possibile.
Quindi ora ci sono i Nightwish a tempo pieno e non c’è tempo per i ReVamp. Quando avremo finito questo tour dovremo sederci tutti assieme, vedere a che punto della nostra vita siamo e se c’è qualche possibilità di continuare. Sarebbe fantastico, ma non so prevedere il futuro.

• Quindi i ReVamp sono in pausa?
Lo sono. Devono esserlo.
Tutti sorpresi, vero? Beh, Epilla no, visto che io il futuro lo prevedo e la pausa l’avevo teorizzata già parlando degli Swallow The Sun. Ma anche la Pavimenta ormai ha realizzato che una volta che vendi l’anima alla Tuomassa non c’è modo di riprendertela, se non al prezzo di farti tirare dietro una Bye Bye Beautiful o una Yours Is An Empty Hope e beccarti un “quella grandissima steroia” sul suo Album Rosa. Personalmente? Per quel che valgono musicalmente, non sentirò la mancanza dei ReVamp. Spero solo che la Pavimenta non finisca a Villa Verde per riprendersi dopo che la Tuomassa l’avrà spremuta come un limone.

Walk On Water, il nuovo singolo di Kiske/Somerville


La prima domanda che mi sono fatto è: che problemi aveva il regista con l’autofocus della videocamera? Ho perso almeno tre diottrie per cercare di stare dietro a queste riprese.
Comunque, di buono c’è che almeno l’Amandona apre bocca già al secondo verso della prima strofa, ma a parte quello? Un video che più banale non si può per una canzone che più banale non si può. Con ovviamente l’assolone di chitarra super-tecnico sul bridge.
Amanza, ti prego, fa’ uscire l’album solista e smettila di prestarti a queste poracciate.

domenica 22 marzo 2015

Sirenia: disponibili sample di The Seventh Life Path

Courtesy di Amazon Giapponese abbiamo i primi sample di The Seventh Cliché Path, che ci danno una piccola preview di cos’abbia sfornato a ‘sto giro Zio Morten feat. Cavallyn.
Ok, cercando di resistere alla colossale caduta di braccia che sono Seti, Once My Light e un paio d’altre, ci sono alcune cose che mi hanno fatto drizzare le orecchie con un certo interesse. Tipo Sons Of The North che, a discapito del titolo, sembra praticamente la versione metal di un cha-cha-cha di quelli che Jennifer Lopez non ha più fatto dai tempi di Let’s Get Loud, ma anche molte melodie carine e orecchiabili, un po’ di arrangiamenti non da buttare, e forse qualche canzone riserverà qualche sorpresina strutturale. E le performance di Mascellyn sembrano davvero sentite e piacevoli. 
Poi, ovviamente, sono i Sirenia e l’approccio migliore è farsi zero aspettative, visto che il rischio porcheria è sempre dietro l’angolo. Ma per una volta, i sample mi hanno reso un po’ più speranzoso, dopo il rolleye cosmico che sono stati copertina, titolo e tracklist.

mercoledì 18 marzo 2015

Tarja Turunen annuncia nuovo live CD/DVD

Ok, Endless Bold And The Beautiful è leaked (qui i commenti di Epilla al primo ascolto), ma prendiamoci una pausa dai Naituiss veri e propri e parliamo un momento dei Naituiss surrogati sotto forma della Tamarrja, la quale, non contenta dell’orrido Beauty & The Beat, ha annunciato che il prossimo 29 maggio pubblicherà un nuovo live CD/DVD, il cui titolo sarà…
Ops, sbagliato copertina.
Insomma, Luna Park Ride. Che non richiama assolutamente nulla di recente memoria. Il live CD/DVD conterrà il concerto tenutosi allo Stadium Luna Park di Buenos Aires il 27 marzo 2011, oltre a una caterva di materiale bonus registrato durante i festival europei. La tracklist è la seguente:

01. Dark Star
02. My Little Phoenix
03. The Crying Moon
04. I Walk Alone
05. Falling Awake 06. Signos (Soda Stereo cover)
07. Little Lies
08. Underneath
09. Stargazers
10. Ciarán’s Well
11. In For A Kill
12. Where Were You Last Night – Heaven Is A Place On Earth – Livin’ On A Prayer
13. Die Alive
14. Until My Last Breath
15. Wishmaster

Sensa soffermarci su quanto debba essere poraccia non solo per ripescare Stargazers, ma addirittura chiudere il concerto con Fishmaster, il materiale bonus include quattro canzoni del Masters of Rock  2010 con orchestra filarmonica e coro (beccati questo, Tuomassa) e altre dieci sparpagliate fra Summer Breeze 2011-14, Wacken e Ekaterinburg.

01. In For A Kill
02. I Walk Alone
03. Archive Of Lost Dreams
04. Crimson Deep
05. I Feel Immortal
06. The Siren
07. Until My Last Breath
08. 500 Letters
09. Damned & Divine
10. Neverlight
11. Anteroom Of Death (feat. Van Canto)
12. Never Enough
13. Die Alive
14. Victim Of Ritual

A ridaje con The Siren, ma sorvoliamo di nuovo e aggiungiamo che Luna Park Ride sarà disponibile in doppio CD, doppio LP, DVD, blue-ray e download digitale, giusto per non farci mancare niente.
Personalmente, non sto più nella pelle: esce giusto giusto in sessione di esami e penso che mi ascolterei perfino un live della Tamarrja pur di non attaccarmi a libri e dispense.

sabato 14 marzo 2015

Élangate: leak di due canzoni da Endless Forms Most Beautiful

Ok, prendiamoci un momento e facciamo tutti finta di essere sorpresi e non pensare minimamente che sia tutta una mossa commerciale della Nuclear Blast:

OMG, sono leakkate due canzoni dal nuovo album dei Naituiss!!!!uno!1!

Fatto? Bene, se non l’avete ancora fatto, adesso potete andare ad ascoltarvi Shudder Before The Beautiful e Yours Is An Empty Hope. Oppure a lavare i piatti, buttare la spazzatura, piallarvi i duroni sui piedi o guardare Giovani Carini Assassini su Crime+Investigation… insomma, qualsiasi cosa preferiate per perdere tempo e non studiare.
Ad essere sincero, ho qui l’editor aperto da quattro giorni e lo fisso mestamente mentre riascolto quelle due robe e tento di trovare qualcosa da dire a riguardo, ma non è per niente facile. Avete presente quando siete in ritardo con la preparazione di un esame e vi imbottite di caffè nel tentativo di essere produttivi, ma tutto ciò che volete è schiantarvi a letto? Ecco, questa è esattamente la sensazione che Brividi Guardando Beautiful e Non Ci Sperare Proprio (In Quest’Album) mi comunicano: stanno lì perché devono, si imbottiscono di orchestra come di caffè, ma non riescono a dire o combinare nulla. Sono canzoni stanche.
Mentre io mi spremevo il cervello per trovare qualcosa di divertente da dire su questo piattume, la Tuomassa e compagni, che hanno finalmente imparato che i rant su Facebook provocano solo un effetto Streisand che diffonde il leak a macchia d’olio, sono corsi ai ripari mettendo Brividi Guardando Beautiful in streaming e sparandosi l’ennesimo segone telematico:
Vogliamo presentare l’opening track del nostro prossimo album, Brividi Guardando Beautiful, affinché tutti la ascoltino prima della pubblicazione in cooperazione con il giornale Helsingin Sanomat. Mettere insieme il media finlandese più affidabile con una canzone che parla della meraviglia universale era un’idea divina nella sua unicità.
Il cuore di Brividi Guardando Beautiful sta in momenti come osservare la Via Lattea in una fredda notte invernale, guardare la foto del nostro pianeta, A Pale Blue Dot scattata dal Voyager 1, visto come una piccola oasi nell’inimmaginabile vastità dello spazio, o ascoltare musica che allontana momentaneamente i problemi e il tempo.
E condividere quei momenti con le persone che amate.
Sarà, ma a me sembra solo la sorellina storpia che Dark Chest Of Wonders vorrebbe non fosse mai esistita. E chiunque condividesse con me una cosa del genere verrebbe irrimediabilmente friendzonato. A quanto pare, però, stavolta non sono l’unica persona brutta e cattiva che si accorge dell’altissimo livello di autoplagio: i nostri amici russi hanno fatto un montaggio dei riff delle due canzoni giusto per mostrare come siano letteralmente copiaincollati un po’ da tutta la discografia dei Naituiss.
Per quanto riguarda Non Ci Sperare Proprio, la Pavimenta fa la voce grossa meglio di Marco perché non dimostra mai abbastanza quanto sia una cantante versatile. Come se non sapessimo che con la Tuomassa fa lei l’attiva. Qualsiasi altro commento si può riassumere con questa gif:
Dove “evolvendo” è un complimento immeritato.
Peccato che non ho trovato una gif di Trubbish.
Insomma, ok che l’album parlerà di evoluzione, ma non credevo nel senso che le canzoni della Tuomassa, come al solito, si evolvono stile Pokémon: più grosse, più casino, ma di base rimangono sempre la stessa roba.
E considerando che queste due sono le meglio recensite del lotto, ho proprio paura che, per restare in tema, quest’album finirà dimenticato nel box dove tengo la roba da dar via con lo Scambio Prodigioso nella speranza di ottenere qualcosa di davvero leggendario o shiny.

martedì 10 marzo 2015

Anette Olzon travione punk a Tähdet, Tähdet

E niente, l’altro giorno ho aperto il mio Hipstagram, la cui quota di massimo spam giornaliero è ripartita  equamente fra Rose McGowan, Lady Gaga e la nostra Lagnette, e non volevo credere ai miei occhi. Cioè, parliamone:

Ok, ripensandoci, non parliamone proprio e guardiamoci direttamente il video della performance di Nettan su Tähdet, Tähdet, dove ha cantato All The Small Things dei Blink-182 dimostrandosi, fra l’altro, un Marco Hietala (in drag) migliore dell’originale.


Ora, non conosco bene le dinamiche del programma e magari gliel’hanno chiesto loro di gracchiare come il Funesto, ma l’avrei preferita cantata in una versione più personale, perché questa performance mi fa venire voglia di spedirle una cassa intera di sciroppo per la gola. Beh, se non altro si sta palesemente divertendo un mondo, specie a far finta di suonare la chitarra. Ma soprattutto, con quel look voglio Lagnette come nuova icona LGBT sul carro delle drag queen al Gay Pride di Stoccolma l’anno prossimo!

Sirenia: la cover di The Seventh Life Path ha un significato.


Ebbene sì: la cover del nuovo album di Cavallyn e compagni non è solo un’accozzaglia di goticate buttate a casaccio, ma ha un concept di fondo. Questo secondo Gyula Havancsák di Hjules Illustration and Design, l’autore dell’immagine. Secondo quanto riportato dalla pagina della band, infatti, l’artista dichiara:
Ho ricevuto istruzioni dalla band per la realizzazione dell’immagine. Volevano il personaggio della Morte in piedi dietro una donna vestita di bianco. Il mio primo pensiero è stato: come posso mostrare una bella ragazza senza faccia? Come posso evitare di mostrare il suo viso? Beh, le ho disegnato un cappuccio bianco sul viso con del pizzo davanti agli occhi: quella parte somiglia a un grande occhio che osserva il destino degli umani. La ragazza tira il filo della vita, ma è un’anima persa: vediamo questa linea (potrebbe essere d’argento, ad esempio) trasformarsi in un disgustoso marroncino fangoso fra le sue dita… e questo filo termina in una clessidra e si sbriciola sotto forma di sabbia.
I Sirenia volevano delle radici e rami d’albero, una falce che somigliasse al numero 7 e una montagna con un sentiero sullo sfondo. La montagna rappresenta la vita, la cima è la fine della vita, il punto più alto da cui si può riguardare tutta la propria vita: è questo che rappresenta il sentiero tortuoso. Il numero 7 appare nei sette corvi, sette serpenti, sette rose nella corona secca…
Ok, a sua discolpa c’è da dire che doveva lavorare su ciò che la band gli aveva chiesto, per cui volente o nolente era qui che andava a parare; e apprezzo anche il tentativo di dare profondità all’opera. Ma la simbologia è talmente cliché che dopo averla letta a parole non riuscirò più a guardare questa copertina senza farmi due risate.

martedì 3 marzo 2015

I Leaves’ Eyes al lavoro sul nuovo concept album


La Prozia Livia ha evidentemente finito i soldi per il balsamo per capelli, così eccola fresca fresca di Photoshop al lavoro sul nuovo album della Famigliola Trøll. Con un post su Facebook, la Vegliarda ci informa che non sarà un album qualsiasi, ma un concept. Il cui tema portante sarà, rullo di tamburi…
Cari fan e amici,
buone notizie dai Mastersound Studio! Stiamo registrando il nuovo full-length dei Leaves’ Eyes.
Il concept dell’album affonda le radici in un capitolo importantissimo della storia della Norvegia. Le saghe dei re norvegesi e del Medioevo mi hanno sempre interessata molto ed è un grande piacere comporre e registrare questa enorme colonna sonora col team dei miei sogni qui al Mastersound Studio. Graxie [sic] ai miei ragazzi per queste melodie incantevoli e la produzione che spacca!
L’album sarà pubblicato nella seconda metà del 2015.
Altre notizie arriveranno presto.

Ammoreh,

Liv e i Liv’s Ass
Veramente? Siamo nel 2015, al sesto album della Famigliola Trøll, e ci becchiamo di nuovo un pippone pseudo-zimmeriano sulla Norvegia medievale? Prozia Livia, ti prego, ma non ce l’hai un altro interesse nella vita?